L'associazione tra il cibo che viene lavorato (food processing) e il tumore alla prostata riguarda il modo in cui alcuni cibi trasformati possono influenzare il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.
I cibi processati sono quelli che sono stati modificati dalla loro forma originale attraverso processi come la cottura, la conservazione, l'aggiunta di sostanze chimiche o il confezionamento. Esempi comuni includono cibi in scatola, snack confezionati, cibi pronti surgelati e cibi pronti da mangiare.
Studi scientifici suggeriscono che consumare grandi quantità di cibi altamente processati potrebbe aumentare il rischio di sviluppare il tumore alla prostata. Questi cibi spesso contengono elevate quantità di grassi saturi, zuccheri aggiunti, sale e altre sostanze chimiche che potrebbero non essere salutari per il nostro corpo.
Uno studio recente, pubblicato dalla rivista Nutrients da parte del Prof. Sebastiano Cimino e dal Prof. Giorgio Russo, dell'Università degli studi di Catania, ha valutato un campione di 120 pazienti affetti da tumore alla prostata.
I pazienti che riferivano un maggiore consumo di alimenti non trasformati/minimamente trasformati avevano un rischio del 38% in meno di avere cancro alla prostata di grado severo.
“I risultati attuali e quelli già riportati nella letteratura scientifica suggeriscono che gli studi futuri dovrebbero esaminare il livello di trasformazione degli alimenti quando si considerano i fattori dietetici associati al rischio di cancro alla prostata.”, afferma il Prof. Russo. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati e per comprendere meglio i meccanismi alla base di tali associazioni.